Proprio mentre la EMI stava finalmente per dare il via libera alla pubblicazione ufficiale di Dark Night Of The Soul, l'album virtuale nato dalla collaborazione tra Danger Mouse, David Lynch e gli Sparklehorse (uno dei dischi migliori del 2009), il leader della band americana, Mark Linkous, ha perso la sua battaglia contro la depressione, togliendosi la vita.
REVENGE/DANGER MOUSE AND SPARKLEHORSE FEAT. THE FLAMING LIPS
Pain I guess it's a matter of sensation But somehow You have ways of avoiding it all
In my mind I have shot you and stabbed you through your heart I just didn't understand The ricochet is the second part
Cause you can't hide What you intend It glows in the dark Once you've sought The path of revenge There's no way to stop And the more I try to hurt you The more that it hurts me
Strange It seems like a character mutation Though I have all the means of bringing you fuckers down I can't make myself To destroy upon command Somehow forgiveness lets the evil make a loss
No you can't hide What you intend It glows in the dark Once we become The thing we dread There's no way to stop And the more I try to hurt you The more it backfires The more it backfires The more that it backfires
Mi porto avanti col lavoro: in leggero anticipo, ecco la playlist di Luglio, tanto data ed ora del mio iPod non le ho mai aggiornate, non se ne accorgerà neanche...
RETURN OF THE WHITE RABBIT/ASH
01. FUN THAT WE HAVE/JULIAN PLENTI (JULIAN PLENTI IS... SKYSCRAPER) 02. UNDERDOG/KASABIAN (WEST RYDER PAUPER LUNATIC ASYLUM) 03. BROKEN LOVE SONG/PETER DOHERTY (GRACE/WASTELANDS) 04. EVERY TIME/OI VA VOI (TRAVELLING THE FACE OF THE GLOBE) 05. FUNNY THE WAY IT IS/DAVE MATTHEWS BAND (BIG WHISKEY AND THE GROOGRUX KING) 06. THE RAKE'S SONG/THE DECEMBERISTS (THE HAZARDS OF LOVE) 07. NEW HEAT/STARDEATH AND WHITE DWARFS (THE BIRTH) 08. RETURN OF WHITE RABBIT/ASH (THE A-Z SINGLES SERIES: RETURN OF THE WHITE RABBIT) 09. PEACE/DEPECHE MODE (SOUNDS OF THE UNIVERSE) 10. DEVIL IN THE DETAILS/PLACEBO (BATTLE FOR THE SUN) 11. REVENGE/DANGER MOUSE AND SPARKLEHORSE FEAT. THE FLAMING LIPS (DARK NIGHT OF THE SOUL) 12. THE LONGING/EELS (HOMBRE LOBO: 12 SONGS OF DESIRE) 13. THE WHALE SONG/MODEST MOUSE (NO ONE'S FIRST AND YOU'RE NEXT) 14. CONTROLLING CROWDS/ARCHIVE (CONTROLLING CROWDS)
Che la EMI, tra le major, sia quella che di internet, del file sharing e delle potenzialità della rete ci ha capito meno (praticamente nulla) di tutte, questo già si sapeva: non a caso i Radiohead, proprio dopo aver lasciato senza rimpianti la casa discografica britannica, pubblicarono in rete (gratis, o quasi) In Rainbows, dimostrando all'industria musicale che nell'era del web si può fare benissimo anche da soli. Questa volta, invece, a farsi beffe delle Electric and Musical Industries, sono gli Sparklehorse: dalla collaborazione tra Mark Linkous e Brian Joseph Burton, al secolo Danger Mouse (ideatore del progetto Gnarls Barkley e produttore, tra gli altri, di Beck), nasce infatti Dark Night Of The Soul, concept album ricco di collaborazioni eccellenti, arricchitto dall'artwork del regista David Lynch. Ma alla EMI, questo incontro di grandi personalità artistiche deve aver messo paura, al punto che, esattamente come aveva fatto qualche anno fa con un'altra iniziativa di Danger Mouse, il bootleg The Grey Album (irriverente mash-up tra il White Album dei Beatles ed il Black Album di Jay-Z), decide di andare per vie legali, impedendo l'uscita del disco. Un vero peccato, devono aver pensato Linkous e Burton, che hanno deciso, con una trovata decisamente geniale, di mettere comunque in vendita la parte visuale di Dark Night Of The Soul, ovvero il libro di foto scattate da Lynch, insieme ad un cd vuoto, da masterizzare sul pc di casa: tanto in rete, si sa, le canzoni si trovano facilmente... Il libro è caro, 50 dollari (ma c'è chi dice che ne valga la pena), ma per 10 verdoni si può avere il poster, sempre corredato da un CD vergine. Ecco quindi che il gioco è fatto: chi lo vorrà potrà comunque ascoltare questo lavoro, con buona pace invece di chi, nel grigio isolamento dei piani alti della City, mantenendo un atteggiamento bieco ed indisponente nei confronti delle nuove possibilità di distribuzione della musica, finirà per rimanerne (giustamente) travolto. Fin qui la storia, una sorta di Davide contro Golia dei giorni nostri, della forma di questo progetto. Ora, perchè no, due parole sul contenuto: probabilmente il miglior disco uscito quest'quest'anno, almeno fino ad adesso. Il folk-rock degli Sparklehorse, impregnato del talento dei Flaming Lips (la splendida ballata Revenge), di Julian Casablancas (Little Girl), di Iggy Pop (Pain), di Nina Persson (Daddy's Gone), di Suzanne Vega (The Man Who Played God), e scandito dai ritmi di Danger Mouse, diventa epico ed evocativo, alternando momenti di cupa durezza ad altri di toccante intimismo, pur mantenendo costantemente un'atmosfera oscura ed intrigante, tanto che sembra di vederle, le immagini di David Lynch, scorrere sullo schermo della mente. Un po' come era accaduto, più di dieci anni fa, con Psyence Fiction degli UNKLE: nonostante dietro ad ogni pezzo ci siano voci e storie diverse, il risultato finale è un'unica, omogenea, compatta sensazione di insieme.
Pain I guess it's a matter of sensation But somehow You have ways of avoiding it all
In my mind I have shot you and stabbed you through your heart I just didn't understand The ricochet is the second part
Cause you can't hide What you intend It glows in the dark Once you've sought The path of revenge There's no way to stop And the more I try to hurt you The more that it hurts me
Strange It seems like a character mutation Though I have all the means of bringing you fuckers down I can't make myself To destroy upon command Somehow forgiveness lets the evil make a loss
No you can't hide What you intend It glows in the dark Once we become The thing we dread There's no way to stop And the more I try to hurt you The more it backfires The more it backfires The more that it backfires