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29/08/10

LA CANZONE DEL GIORNO: VENUS IN FURS/THE VELVET UNDERGROUND





Shiny, shiny, shiny boots of leather
Whiplash girl-child in the dark
Comes in bells, your servant don't forsake him
Strike dear mistress, and cure his heart

Downy sins of streetlight fancies
Chase the costumes she shall wear
Ermine furs adorn the imperious
Severin, Severin awaits you there

I am tired, I am weary
I could sleep for a thousand years
A thousand dreams that would awake me
Different colors made of tears

Kiss the boot of shiny, shiny leather
Shiny leather in the dark
Tongue of thongs, the belt that does await you
Strike dear mistress, and cure his heart

Severin, Severin speak so slightly
Severin down on your bended knee
Taste the whip in love not given lightly
Taste the whip, now plead for me

I am tired, I am weary
I could sleep for a thousand years
A thousand dreams that would awake me
Different colors made of tears

Shiny, shiny, shiny boots of leather
Whiplash girl-child in the dark
Severin, your servant comes in bells, please don't forsake him
Strike dear mistress, and cure his heart

ALBUM: THE VELVET UNDERGROUND & NICO (1967)

30/07/09

ARTE: BANKSY VS BRISTOL




È il più originale e talentuoso artista dei nostri tempi. Un genio. Sto parlando di Banksy, il writer inglese dall'identità anonima. Di seguito pubblico qualche passo dall'intervista che ha rilasciato alla rivista americana di cultura pop Swindle:

Non m'interessa uscire allo scoperto. Credo ci siano già abbastanza stronzi ostinati che vogliono importi le loro brutte facce
(...)
Cerco solo di rendere belle le immagini; non cerco di rendermi bello. Non mi sento alla moda
(...)
A proposito di 3D dei Massive Attack (ex-writer): 3D ha smesso di fare graffiti ed ha formato i Massive Attack, il che è stato un bene per lui, ma una grossa perdita per la città (Bristol)
(...)
I miei graffiti preferiti sono fatti da gente che non è sui libri. Sono davvero interessato all'arte amatoriale, alle persone che sbucano dal nulla con un pennarello, scrivono qualcosa di divertente per una notte, e poi spariscono
(...)
Fare qualcosa di commerciale non ti trasforma necessariamente in una merda
(...)
A proposito dell'arte contemporanea: è diventata il mezzo più veloce per fare soldi anche senza talento
(...)
A proposito della Barriera di Separazione Israeliana: l'hanno costruita con terra e piante da fiore dal lato israeliano, così quasi non te ne accorgi. Sul lato palestinese, invece, è solo un fottuto, enorme ammasso di cemento
(...)
Fondamentalmente, voglio solo fare il pezzo giusto, al momento giusto, al posto giusto.

Leggi l'intervista integrale (in inglese)

BANKSY VS BRISTOL
13 GIUGNO/31 AGOSTO 2009
BRISTOL MUSEUM
QUEEN'S ROAD, BRISTOL BS8 1RL

19/04/09

LA CANZONE DEL GIORNO: GODLESS/THE DANDY WARHOLS





Hey I said you're godless and
It seems like you're a soulless friend
As spotless as you were back then
I swear that you are godless
Hey I guess you're lonely when
I gave you all it took so then
A stranger there is ever been
I guess, it's what you wanted
It seems lonely I would be
I begged, I plead
But this is all that I have gotten
Hey as for the day my friend
To hope that you could ever bend
I swear you are, I swear you are
I swear, that you are godless
Hey I said you're godless
Hey and you're a soulless friend
Hey I said you're heartless
And I swear, I swear
Godless
Godless
you're godless

ALBUM: THIRTEEN TALES FROM URBAN BOHEMIA (2000)

10/10/08

ARTE: BASQUIAT/PALAZZO RUSPOLI




Proprio ieri, per rinfrescare un po' la mia memoria sempre troppo corta, ho rivisto il film biografico di Julian Schnabel: la vita, breve ma intensa di Jean-Michel Basquiat, somiglia più alla storia di una rockstar maledetta, nell'accezione più letteraria del termine, che a quella di un pittore contemporaneo. Le origini povere, il talento grezzo, le prime clandestine esibizioni, il successo improvviso, il voltafaccia della critica, il declino e l'autodistruzione. C'è tutto. Ed anche le sue opere, in fondo, sono come delle canzoni pop: immediate, esplosive, violente, ripetitive. Eppure sempre diverse. E ci si scopre così conquistati dai suoi slogan, semplici e geniali, che restano in testa alla stregua di un ritornello perfetto, come quello che fa da titolo e da filo conduttore della mostra, TO REPEL GHOSTS (fantasmi da scacciare). Le figure, a volte solo accennate, a volte ritoccate così profondamente da sovrapporsi, appaiono infantili eppure inquietanti, rappresentazione di corpi frammentati e ridotti ai minimi termini, specchio fedele dell'interno, dell'animo dell'artista.
In termini pratici, la rassegna in scena a Palazzo Ruspoli è buona, coerente, magari non strepitosa come quella che il Chiostro del Bramante ospitò qualche anno fa, ma una visita la vale comunque. Interessanti anche le foto di Michael Halsband che aprono il percorso, che ritraggono Basquiat con Andy Warhol, e durante il suo soggiorno italiano. Il biglietto d'ingresso costa 10 Euro.

JEAN-MICHEL BASQUIAT/FANTASMI DA SCACCIARE
2 OTTOBRE/1 FEBBRAIO 2008
PALAZZO RUSPOLI
VIA DEL CORSO, 418 - ROMA