06/12/08

LA CANZONE DEL GIORNO: SLIDE AWAY/OASIS





Slide away, and give it all you've got
My today, fell in from the top
I dream of you, and all the things you say
I wonder where you are now?

Hold me down, all the world's asleep
I need you now, you knocked me off my feet,
I dream of you, we talk of growing old
But you said please don't

Slide in baby, together we'll fly
I've tried praying, but I don't know what you're saying to me

Now that you're mine
We'll find a way
Of chasing the sun
Let me be the one, that shines with you
In the morning, I don't know what to do
Two of a kind
We'll find a way
To do what we've done
Let me be the one, that shines with you
And we can slide away, slide away, slide away

Slide away, and give it all you've got
My today, fell in from the top
I dream of you, and all the things you say
I wonder where you are now?

Slide in baby, together we'll fly
I've tried praying, and I know just what you're saying to me

Now that you're mine
We'll find a way
Of chasing the sun
Let me be the one that shines with you
In the morning when you don't know what to do
Two of a kind
We'll find a way
To do what we've done
Oh, let me be the one
That shines with you, and we can slide away

Slide away, slide away, slide away, slide away
(And I wanna try now, i wanna make you mine now)

I don't know, I don't care, all I know is you can take me there
(Slide away)
Take me there

ALBUM: DEFINITELY MAYBE (1994)

21/11/08

CONCERTI: OKKERVIL RIVER/CIRCOLO DEGLI ARTISTI/ROMA




BLUE TULIP

Will Sheff ha proprio l'aria del cantastorie: i capelli arruffati, gli occhiali da nerd che mette e toglie di continuo, la camicia bianca prima, ed una semplicissima t-shirt alla fine, e quell'aria svanita da menestrello, accentuata dal modo di tenere e suonare la chitarra, e dalla voce intensa e scanzonata allo stesso tempo, tanto da sembrare ubriaca. Gli Okkervil River fanno un rock sano, semplice, diretto, al punto che se chiudi gli occhi li vedi, quei paesaggi desolati del Texas: sì, proprio quelli che hai visto in decine, forse centinaia di road movie americani. Tuttavia non mancano spunti di grande originalità, come il sarcastico andamento country di Singer Songwriter, la forte malinconia di Blue Tulip, giusto per citare due esempi dall'ultimo album, The Stand Ins, nonchè momenti preziosi ripresi dai dischi precedenti, come una splendida For Real.
Un concerto autentico e genuino, che la cornice intima del Circolo degli Artisti, ed un bicchiere di birra in compagnia, rendono speciale.

OKKERVIL RIVER/CIRCOLO DEGLI ARTISTI/ROMA, 20 NOVEMBRE 2008

20/11/08

ASCOLTI: VARIATIONS OF STATIC/ÓLAFUR ARNALDS, DAY & AGE/THE KILLERS




FOK/ÓLAFUR ARNALDS

L'ho visto dal vivo appena qualche giorno fa, al Circolo degli Artisti, ed ora ascolto il nuovo disco di Ólafur Arnalds, Variations Of Static. Non si tratta di un vero album, ma di un EP di sole cinque tracce, più che sufficienti però per lasciare il segno. Abbandonati i criptici codici numerici utilizzati come titoli nel lavoro d'esordio, Eulogy For Evolution, il musicista islandese rispolvera la lingua madre, in ogni caso comunque affascinante e misteriosa, almeno al di fuori dell'isola dei ghiacci. I suoni sono dilatati ed a tratti ricordano le atmosfere dei connazionali Sigur Ròs, solo che invece di sublimarsi nelle liriche in falsetto, le singole note restano sospese in aria, come foglie in balia del vento del nord...
I Killers, invece, mi ricordano i Duran Duran. In verità, anche in tempi non sospetti, avevo definito Somebody Told Me una sorta di Rio del 2000, in quanto singolo perfetto, da ogni punto di vista, e destinato a durare nel tempo. E se nel frattempo il video di Rio è stata votato come il migliore di tutti i tempi attraverso un sondaggio promosso da MTV, i Killers si ripresentano con un album, il terzo della loro carriera, che pur non avendo assolutamente un suono marcatamente eighties, strizza l'occhio ai Duran Duran, specie a quelli più recenti, più "americani", e non è un caso che proprio la scorsa primavera, durante il tour americano di Simon Le Bon e compagni, Brandon Flowers sia salito sul palco per eseguire Planet Earth assieme a loro... Da segnalare, oltre al singolo Human, anche This Is Your Life, con quel basso disco che fa tanto new romantics, e soprattutto Goodnight, Travel Well; incisivo, intenso, il pezzo migliore del disco.

VARIATIONS OF STATIC/ÓLAFUR ARNALDS
DAY & AGE/THE KILLERS

15/11/08

CONCERTI: ÓLAFUR ARNALDS + MARTINA TOPLEY BIRD/CIRCOLO DEGLI ARTISTI/ROMA




Il Circolo degli Artisti è ancora mezzo vuoto quando le atmosfere artiche di Ólafur Arnalds , giovane musicista islandese che durante lo scorso tour europeo si è esibito con i Sigur Ròs, cominciano a diffondersi nell'aria. Le note minimali del piano si mescolano a quelle più ricche della sezione di archi, e si lasciano cullare dai quieti, quasi timidi ritmi elettronici, che solo occasionalmente si fanno più coraggiosi, intraprendenti, decisi. Nella sala c'è il silenzio che si addice ad un concerto sinfonico, e se non fosse per gli applausi, discreti ma convinti, che sottolineano la fine di ogni brano, sembrerebbe di assistere ad un'unica, eterea suite.
Martina Topley Bird, dal canto suo, presenta uno show spiritoso ed un po' buffo: somiglia a Betty Boop, col suo vestito rosso ed un fiore tra i capelli, e si muove tra il piano ed il microfono ancheggiando come fosse la protagonista di uno spettacolo di cabaret di un vecchio film americano, accompagnata da un poliedrico percussionista. Delle laconiche sonorità alla Mazzy Star di Anything non c'è rimasto molto, ma il pubblico, che nel frattempo si è fatto più numeroso, sembra divertirsi. Finn, chiunque fosse, non c'era.

ÓLAFUR ARNALDS + MARTINA TOPLEY BIRD/CIRCOLO DEGLI ARTISTI/ROMA, 14 NOVEMBRE 2008

13/11/08

MUSICA: ASCOLTI MULTIPLI #6




OLD ENOUGH/THE RACONTEURS

Che carino l'ultimo album di Emiliana Torrini, Me And Armini: un disco ispirato, maturo, che libera finalmente la musicista italo-islandese da riferimenti ingombranti (Björk su tutti) e ne rivela definitivamente la personalità artistica.
Le canzoni hanno il consueto tocco leggero, suadente, delicato (Big Jumps), e sovente si spingono oltre, alla ricerca di suoni più complessi (Birds, Gun). E la breve Jungle Drum è un piccolo gioiello di onomatopeica. Mi ha deluso invece il disco di esordio di Iglu And Hartly: ne avevo sentito parlare come di qualcosa sulla scia del revival dei MGMT, ed in effetti le atmosfere sono decisamente retrò, tra sonorità anni '80 e riferimenti alla Summer of Love, ma il cantato che strizza l'occhio al rap stanca presto. Mi rimane in testa l'azzeccato singolo In This City, ma nulla più. Niente male i Raconteurs di Jack White e Brendan Benson: Consolers Of The Lonely è un disco di rock assoluto, immediato, efficace. C'è dentro l'essenzialità dei White Stripes, arricchita nei suoni da fiati, banjo, violini (Old Enough), e la ricchezza delle influenze più classiche (Led Zeppelin), e funziona bene. Infine c'è il ritorno di Tracy Chapman: sinceramente tendevo a considerarla un po' noiosa, ma devo confessare che ho trovato Our Bright Future davvero piacevole, mentre lo ascoltavo in macchina durante una serata di pioggia. I toni sono sempre gentili e pacati, quasi confidenziali ma mai tediosi, e l'album scorre via discreto ma gradevole. Ora sono davvero curioso di vederla dal vivo a fine mese.

ME AND ARMINI/EMILIANA TORRINI
& THEN BOOM//IGLU AND HARTLY
CONSOLERS OF THE LONELY/THE RACONTEURS
OUR BRIGHT FUTURE/TRACY CHAPMAN

CONCERTI: CARMEN CONSOLI/CIRCOLO DEGLI ARTISTI/ROMA




SENTIVO L'ODORE

Elettrica, diretta, sensuale, incazzata. E rock. Era questa la Carmen Consoli che mi piaceva, e pure parecchio. Era tanto che non andavo a vederla dal vivo, da quando aveva scelto una strada più intimistica, acustica e cantautoriale, e sono contento di averla riscoperta. Nel modo più bello. Per festeggiare i 10 anni dall'uscita di Mediamente Isterica (il suo disco migliore, almeno secondo il sottoscritto, proprio in questi giorni ripubblicato in versione deluxe con un secondo cd di inediti e rarità), la cantantessa lo riprone dal vivo, per intero, seguendone fedelmente la scaletta. C'è tutto: l'urlo di Bésame Giuda, la rabbia di Sentivo L'Odore, la rassegnazione di Ennesima Eclisse, il sarcasmo di Geisha (che a distanza di tutto questo tempo mi fa pensare ancora a PJ Harvey), la commiserazione di Contessa Miseria. La cornice intima del Circolo degli Artisti rende l'atmosfera intensa, le luci, molto belle, sottolineano ogni passaggio. Dopo una piccola pausa, Carmen ci racconta di un brano, L'Uomo Meschino, rimasto fuori dalla tracklist originale di Mediamente Isterica per volere di un produttore, che contiene il perdono per colui che ha scatenato tanta avversione per il genere maschile, allegerendo la tensione di testi che altrimenti, oggi, farebbero sorridere. A seguire una versione esplosiva di Per Niente Stanca, con quel riff vagamente orientaleggiante che mi riporta a Killing An Arab dei Cure.
Si chiude con Amore Di Plastica in versione corale, con la voce del pubblico delle prime file che quasi copre quella di Carmen. Un atto dovuto, sentito.
Bel concerto davvero: quando la ragazza imbraccia la chitarra elettrica, non ce n'è per nessuno. Ora spero solo che non la nasconda nuovamente in fondo allo studio di registrazione per altri dieci anni...

CARMEN CONSOLI/CIRCOLO DEGLI ARTISTI/ROMA, 12 NOVEMBRE 2008

BÉSAME GIUDA
BÉSAME MUCHO
PURAMENTE CASUALE
SENTIVO L'ODORE
AUTUNNO DOLCIASTRO
ENNESIMA ECLISSE
IN FUNZIONE DI NESSUNA LOGICA
GEISHA
ECO DI SIRENE
QUATTORDICI LUGLIO
ANELLO MANCANTE
CONTESSA MISERIA
L'ULTIMA PREGHIERA

L'UOMO MESCHINO
PER NIENTE STANCA
FINO ALL'ULTIMO
CONFUSA E FELICE
VENERE

AMORE DI PLASTICA

06/11/08

MUSICA: PLAYLIST/NOVEMBRE



La playlist di Novembre, direttamente dal mio iPod...


SEE THE LIGHT/THE HOURS FEATURING SIENNA MILLER

01. RING ROAD/UNDERWORLD
(OBLIVION WITH BELLS)
02. CUT ME LOOSE/UNKLE
(END TITLES... STORIES FROM FILM)
03. HELP, I'M ALIVE/METRIC
04. HUMAN/THE KILLERS
DAY & AGE
05. LIFEBOATS/SNOW PATROL
(A HUNDRED MILLION SUNS)
06. SEE THE LIGHT/THE HOURS
(SEE THE LIGHT EP)
07. GLÚMUR/SPRENGJUHÖLLIN
(SPRENGJUHÖLLIN)
08. WANTED FOR LIFE/DAVID BYRNE & BRIAN ENO
(EVERYTHING THAT HAPPENS WILL HAPPEN TODAY)
09. KNICKERBOCKER/FUJIYA & MIYAGI
LIGHTBULBS
10. LOVER'S DAY/TV ON THE RADIO
(DEAR SCIENCE)
11. BEFORE YOU WERE YOUNG/TRAVIS
(ODE TO J.SMITH)
12. THE SCREAM/THE CURE
(4:13 DREAM)

MONDO: BARACK OBAMA




Due parole sulle elezioni presidenziali americane. Che vincesse Barack Obama, era scontato: gli Stati Uniti avevano bisogno di un netto cambiamento di rotta e di immagine dopo i disastrosi anni di Bush. Che poi i media negli ultimi giorni di campagna elettorale si siano inventati un miracoloso recupero di McCain per ravvivare la contesa e vendere meglio gli spot nelle trasmissioni, quello è un altro conto. Obama mi piace perchè è giovane, e perchè fino a poco tempo fa, prima che si candidasse, praticamente non si sapeva nemmeno chi fosse, perlomeno da questa parte del mondo. Un nome nuovo davvero, insomma. Che sia nero, sinceramente, m'importa poco, è solo un dettaglio. Evidentemente non la pensa in questo modo il nostro Presidente del Consiglio, dato che senza perdere tempo fa battute idiote sull'argomento, ma per me la razza di un uomo resta solo una caratteristica. Personalmente non credo che Obama cambierà il mondo, di sicuro non il mio, il nostro e forse neanche il vostro. Ma sono contento che abbia vinto lui, e spero che riuscirà a fare al meglio il lavoro per il quale è stato eletto.

Foto dei festeggiamenti a New York da LASTNIGHTPARTY:
Obama Riots
Fight The Power

28/10/08

MUSICA: ASCOLTI MULTIPLI #5




TAKE BACK THE CITY/SNOW PATROL


Lo ammetto, quando esce un disco particolarmente importante (almeno per me), come il nuovo album dei Cure, divento monotematico. Oggi però ho cercato di forzarmi, ed ho dedicato del tempo agli UNKLE, ed agli Snow Patrol.
Nel 1998, mi trovavo a Londra quasi per caso, proprio nell'estate in cui usciva il primo album degli UNKLE, ed i negozi di dischi infestati dalle sagome degli alieni sbarcati dalla copertina di Psyence Fiction mi fecero una grande impressione. Sarà che oggi piove, ma a distanza di anni, le oscure suggestioni del collettivo musicale di James Lavelle e dell'ultimo End Titles... Stories For Film me le sono proprio godute... Non si tratta di un vero e proprio album, ma di una serie di pezzi idealmente abbinati ad "immagini in movimento", frames di film. Alcuni sono brevissimi, come il minuto dark di Kaned And Abel, altri sono veri e propri brani che vedono, come sempre, la collaborazione di ospiti importanti come Josh Homme (Chemical), il regista Abel Ferrara (Open Up Your Eyes) e Gavin Clark (protagonista di alcune delle cose migliori di questo lavoro, come Cut Me Loose ed Against The Grain). Non è un disco eccezionale, ci sono alcune cose che sembrano esercizi di stile, più che intuizioni davvero interessanti, ma nel complesso un ascolto lo vale, eccome.
A Hundred Million Suns è invece il nuovo lavoro degli Snow Patrol, alfieri della scena rock britannica di basso profilo. Un album solido, godibile, magari non originalissimo (le influenze ci sono e si sentono, dagli U2 ai Coldplay, mentre alcune tracce come Lifeboats e Set Down Your Glass fanno pensare alle ballate di Beck), e forse un po' troppo ripetitivo (il singolo Take Back The City, ad esempio, funziona così bene che Disaster Button ha un ritornello praticamente identico).
Ed ora ricomincio ad ascoltare i Cure...

A HUNDRED MILLION SUNS/SNOW PATROL
END TITLES... STORIES FOR FILM/UNKLE

24/10/08

MUSICA: 4:13 DREAM/THE CURE




Ho avuto la fortuna di ascoltarlo per la prima volta dal vivo, poco più di 10 giorni fa. Ora ho il cd tra le mani. Non nascondo un pizzico di emozione. Bello l'artwork.
Ecco 4:13 Dream, canzone per canzone:

01/UNDERNEATH THE STARS

Il lungo intro strumentale (che la dice lunga su quanto la nuova scena del rock strumentale, dai Mogwai fino a God Is An Astronaut, debba ai Cure) sale morbido sino al crescendo che conduce alla voce di Robert Smith, annegata negli effetti di eco lontane. Inconfondibile.

02/THE ONLY ONE

Il primo singolo tratto dall'album, uscito lo scorso maggio. Ricorda High, da Wish. Solare, divertente, melodica. L'anima pop dei Cure.

03/THE REASONS WHY

Il suono è quello di The Cure del 2004. Rock, senza tante concessioni, quasi scarno. Il testo è oscuro, molto più di quanto l'andamento del brano potrebbe far pensare.

04/FREAKSHOW

Ascoltata fuori dal contesto, come singolo, sembrava quasi uno scherzo. Inserita nell'album acquista valore: è ironica e scanzonata, sì, ma è un gioellino di follia psichedelica, quasi teatrale. Dal vivo, infatti Robert la recita, più che cantarla...

05/SIRENSONG

Uno dei pezzi migliori del disco, sin dal primo ascolto. L'incedere della base ritmica ricorda Jupiter Crash da Wild Mood Swing, quasi un valzer. Il testo e la melodia sono intensi, romantici, persi.

06/THE REAL SNOW WHITE

Ancora un pezzo rock, molto suonato, solido, essenziale. Uno dei manifesti del sound dell'attuale band a quattro elementi.

07/THE HUNGRY GHOST

Introdotta da un buon riff, è uno dei brani più radiofonici dell'album. Il cantato è melodico, con la voce di Robert Smith che si spinge in alto, forse fin troppo.

08/SWITCH

Chitarra distorta, batteria ossessiva, basso sostenuto. All'inizo ricorda qualcosa dei New Order di Get Ready, poi si contorce sul suo ritmo. Niente male.

09/THE PERFECT BOY

Melodica, immediata, assolutamente pop. L'ultimo singolo della serie, prima dell'uscita dell'album. Non è memorabile, certo, ma le radio ci vanno a nozze, ed infatti si sente spesso.

10/THIS. HERE AND NOW. WITH YOU

Fa pensare ad alcune cose da Kiss Me Kiss Me Kiss Me, con le parole del testo incastrate come tessere di un mosaico, ed il lungo ritornello in crescendo. C'è da giurare che Robert si sia divertito un sacco a scriverla e cantarla.

11/SLEEP WHEN I'M DEAD

Il migliore dei 4 singoli a cadenza mensile usciti per presentare l'album, secondo me. Pare risalga addirittura al periodo di The Head On The Door del 1985. Il ritornello è etereo, quasi distaccato dal resto della canzone, che si appoggia su un riff secco, che sa di classic rock.

12/THE SCREAM

L'ho pensato dal vivo, lo confermo su disco. Il pezzo migliore dell'album. Anzi, una delle cose più belle della produzione recente dei Cure. Parte piano piano, con un ritmo che trasuda alienazione e ricorda i suoni di Seventeen Seconds, e cresce, fino a scoppiare letteralmente in un urlo liberatorio, drammatico, violento. Mi ha fatto pensare a Forever, b-side disperso nella discografia del gruppo, ai tempi di Pornography o giù di lì. C'è quella stessa intensità, quella voglia di combattere questo malessere, trovare una cura... Fantastica.




13/IT'S OVER
Il finale che non ti aspetti: un pezzo da apertura, rumoroso, fragoroso, veloce, a tratti rabbioso. Il suono distorto riporta a Wish, mentre il cantato concitato si spinge ancora più lontano, fino a Shiver And Shake da Kiss Me, o Give Me It da The Top. Nonostante il titolo ed il testo, più che la fine, sembra un nuovo inizio, un'anticipazione, un passaggio. Un assaggio, di quello che sarà il futuro?

Questo è 4:13 Dream. Dopo giusto un paio d'ascolti, a caldo.

21/10/08

MUSICA: ASCOLTI MULTIPLI #4




GLÚMUR/SPRENGJUHÖLLIN


Partiamo da nord, imbucandoci in un vulcano come gli esploratori del film Viaggio al Centro della Terra del 1959 tratto dall'omonimo romanzo di Jules Verne, in compagnia degli Sprengjuhöllin: il nome non lascia dubbi, vengono dall'Islanda, terra incredibilmente fertile negli ultimi anni, specie se si considera che la popolazione è di appena poche centinaia di migliaia di persone. Tutte con una spiccata attitudine alla musica di qualità, però, a quanto pare. Questa nuova band non è certo geniale come Björk o evocativa come i Sigur Rós, ma ascoltarli è piacevole: suonano un pop-rock anni '60 fin troppo semplice a volte, ma efficace. La scelta di cantare in islandese (tranne che in un brano) è ardita, perchè senza falsetti all'altezza di quelli di Jónsi Þór Birgisson la madrelingua risulta poco melodica e difficile da assimilare, ma alla fine comunque paga. Sembra di ascoltare i Beatles doppiati in tedesco, insomma, ma ci si diverte.
Rimaniamo su queste latitudini, e più precisamente in Svezia, con Hernam Düne, band svedese, sì, ma che pare capitata lì per caso, proveniente dal Centro-America: il suono di Next Year In Zion, infatti, sembra perfetto per la colonna sonora di un film Tex-Mex a basso costo, denso com'è di influenze western, latine, addirittura caraibiche. Un raggio di sole, tenue, per scaldare dal freddo, che alla lunga però diventa noioso. Poi mi è capiatato di ascoltare il disco nato dalla collaborazione di David Byrne e Brian Eno, Everything That Happens Will Happen Today. Un album di ballate fondamentalmente, o se preferite di "gospel elettronico", come l'hanno definito gli stessi autori (una su tutte One Fine Day). Buone anche Wanted For Life, che sembra scambiare influenze con Modest Mouse ed Okkervil River (che qualche ascolto ai Talking Heads devono pur averlo riservato), la poliedrica I Feel My Stuff e Poor Boy, ponte tra il sound eighties (come le percussioni stile tribale) e l'elettronica dei giorni nostri. Un buon lavoro, senz'altro, ma che non colpisce, e non stupisce. Ho ascoltato Caught In The Trees di Damien Jurado, cantautore americano che ricorda Ryand Adams, ruvido e diretto, ma un po' banale: a dire il vero non mi ha lasciato granchè, al momento in cui scrivo non rammento neanche un pezzo. Magari lo riascolto con calma. Perfect Symmetry è invece il nuovo album dei Keane, che evidentemente s'inserisce nel solco del precedente Under The Iron Sea, tanto che, a parte un paio di spunti diversi (la scoppiettante Spiralling, il singolo, e Better Than This, che fa pensare al David Bowie dei primi anni ottanta), ti aspetti di sentire da un momento all'altro "Oh crystal ball, crystall ball" ad ogni ritornello. Infine, giusto una segnalazione, perchè di un classico del genere non mi permetto di fare commenti: il Live At Shea Stadium dei Clash, qui davvero all'apice della loro grandezza.

CAUGHT IN THE TRESS/DAMIEN JURADO
EVERYTHING THAT HAPPENS WILL HAPPEN TODAY/DAVID BYRNE & BRIAN ENO
NEXT YEAR IN ZION/HERMAN DÜNE
PERFECT SYMMETRY/KEANE
SPRENGJUHÖLLIN/SPRENGJUHÖLLIN
LIVE AT SHEA STADIUM/THE CLASH

13/10/08

CONCERTI: THE CURE/COCA-COLA LIVE@MTV/ROMA




THE SCREAM

Il 23 Ottobre esce il nuovo album dei Cure, 4:13 Dream, e così Robert Smith ha approfittato del grande carrozzone di MTV per presentare dal vivo, in anteprima, i nuovi brani. La scaletta della prima parte del concerto infatti, ricalca per intero la tracklist del nuovo disco. Ascoltato dal vivo, 4:13 Dream fa l'effetto di un buon vino rosso. La prima impressione è notevole: l'etichetta ed il bouquet sono di prim'ordine. La traccia d'apertura, Underneath The Stars, è amabile: il lungo, inconfondibile intro strumentale si arricchisce di sentori di Mogwai e God Is An Astronaut. Poi la sensazione in bocca si fa pop: una sofferta The Only One (ammettiamolo, Robert è un po' giù di voce), che diventa meno zuccherina e forse ci guadagna, The Reason Why, Freakshow, Switch, fino a The Perfect Boy. Melodie rotonde, suoni fruttati, dolci, facili.
Sul finire, però, il retrogusto si affina. Sleep When I'm Dead (personalmente lo considero il migliore dei 4 singoli già usciti) è rock, tannico. The Scream è il punto più alto : Il sapore aspro e deciso riporta alla mente note giovani, passate, ma ancora persistenti, come quelle di Pornography. Come un buon vino rosso, dicevamo, questo nuovo lavoro ha bisogno di respirare, decantare, per poi rivelare completamente la sua importante struttura.
Robert dice: thank you, that was 4:13 Dream, see you in a second...
Come un brindisi, Lullaby apre la seconda parte dello show. La gente è tanta, si dice 100.000 persone, ma si sta bene, c'è aria da respirare e spazio per muoversi. Si prosegue pescando a piene mani tra i ricordi: Fascination Street, The Walk, Love Song, una splendida esecuzione di Just Like Heaven. Boys Don't Cry chiude lo show. Quasi due ore, alla faccia di chi pensava che avrebbero suonato solo 3 o 4 pezzi. Chi li conosce lo sa, i Cure sul palco non tradiscono mai. Ora non resta che aspettare: 10 giorni, e si passa in enoteca... Ehm, al negozio di dischi, a prendere 4:13 Dream.

THE CURE/COCA-COLA LIVE@MTV/ROMA, 11 OTTOBRE 2008

UNDERNEATH THE STARS
THE ONLY ONE
THE REASONS WHY
FREAKSHOW
SIRENSONG
THE REAL SNOW WHITE
THE HUNGRY GHOST
SWITCH
THE PERFECT BOY
THIS. HERE AND NOW. WITH YOU
SLEEP WHEN I'M DEAD
THE SCREAM
IT'S OVER

LULLABY
FASCINATION STREET
WRONG NUMBER
THE END OF THE WORLD
THE WALK
LOVESONG
FRIDAY I'M IN LOVE
IN BETWEEN DAYS
JUST LIKE HEAVEN
BOYS DON'T CRY